Consiglio Direttivo
Le persone che guidano e coordinano le attività e i progetti
dell’Associazione Team Rogoredo ODV.
Paolo Talenti
Presidente
Simone Feder
Vicepresidente
Alberto Sinigallia
Consigliere
Cinzia Del Corso
Consigliere
Michela Stassano
Consigliere
Silvia Andena
SUPPORTO OPERATIVO
Monica Poletto
SUPPORTO OPERATIVO
Jacopo Viola
GESTIONE VOLONTARI
«Puoi restare nella mia vita, per favore?»
Una frase reale. Una richiesta semplice e potentissima che nasce nel bosco di Rogoredo, a Milano.
È il disegno e la voce di uno degli ex ragazzi accolti, il poeta e pittore Richard. È il punto esatto da cui tutto comincia: una relazione umana autentica. Nel contesto della dipendenza si perde tutto: affetti, fiducia, dignità, identità. Noi partiamo da lì: dal fermarsi e restare.


Esserci ogni mercoledì sera
Siamo un gruppo di volontari che si ritrova settimanalmente fuori dal boschetto di Rogoredo, luogo segnato da grave dipendenza ed estrema solitudine.
Il nostro intervento non cala dall’alto: offriamo un tè caldo, una coperta, uno spuntino, medicazioni di primo soccorso con lo Spoke Mobile e un dialogo. Non imponiamo percorsi a forza, non giudichiamo e non chiediamo documenti: costruiamo fiducia costante.
- Presenza costante: la continuità dell’incontro crea il legame.
- Ascolto empatico: far sentire la persona vista, accolta e rispettata.
- Beni essenziali: rispondere all’urgenza per aprire alla relazione.
La persona prima della sua fragilità
Nelle aree urbane vulnerabili la dipendenza non è una semplice emergenza sanitaria: è esclusione sociale, trauma, perdita di ogni rete di sicurezza. Intervenire solo tamponando i danni fisici è indispensabile per salvare vite nell’immediato, ma da solo non basta a restituire un futuro.
Trattiamo la persona nella sua interezza. Ogni individuo ha una storia unica e risorse interiori che aspettano solo di essere risvegliate. Il nostro compito è fare da ponte stabile tra la strada, i servizi socio-sanitari territoriali e l’ingresso nei percorsi comunitari di rinascita.


Il Modello ROSC e il continuum di cura
La riduzione del danno salva vite, ma da sola non basta: è solo il primo passo.
Distribuire materiali sterili, offrire medicazioni e cibo significa tutelare la salute immediata e prevenire overdose o infezioni. Tuttavia, senza un percorso strutturato non si ricostruiscono relazioni né un futuro.
Il nostro intervento si ispira al modello Recovery-Oriented System of Care (ROSC): colleghiamo l’assistenza sanitaria di base sul campo a un percorso di vita continuo, valorizzando i diritti, la volontà e la dignità della persona per accompagnarla gradualmente verso i servizi e le comunità terapeutiche.
Una comunità che accoglie, non giudica
Il recupero non avviene mai in solitudine: serve una rete che non lasci cadere nessuno.
Lavoriamo attivamente dentro e fuori dal territorio di Rogoredo per abbattere lo stigma e la paura. Una comunità informata e partecipe è una comunità che aiuta a guarire.
- Sensibilizzazione: raccontare la realtà del disagio giovanile senza sensazionalismi.
- Reti di supporto: collaborare con enti del terzo settore, famiglie e servizi socio-sanitari.
- Reinserimento sociale: creare opportunità e relazioni stabili per il dopo-comunità.


Uscire dal bosco è possibile
Il cambiamento è reale. Le storie di rinascita esistono e vanno raccontate.
I ragazzi che sono usciti dalla dipendenza testimoniano che non esistono vite perdute quando c’è qualcuno disposto a non andarsene. Raccontiamo queste testimonianze per dare voce a chi non ne ha avuta e mostrare che una via d’uscita è sempre percorribile.